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set
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Fabrizio Giovanardi


Fabrizio Giovanardi, classe 1966, è uno dei più forti piloti italiani in attività ed è conosciuto con l'appellativo di "piedone" per la sua guida grintosa. Dopo gli esordi in monoposto passa stabilmente alle ruote coperte con risultati eccellenti: nel 1992 è campione italiano Superturismo, nel 1997 conquista il campionato spagnolo e successivamente si riconferma campione italiano nel 1998 e 1999. Nel 2000, 2001 e 2002 è campione europeo Superturismo mentre nel 2007 e 2008 vince la serie BTCC britannica. Attualmente è impegnato nel campionato V8 Superstars con la Porsche Panamera S del team italiano N.Technology.

Fabrizio, lei si è conquistato il meritato soprannome di “piedone” negli anni d’oro del Campionato Superturismo e in seguito nelle successive serie Euro STC e WTCC. Come è nata l’idea di passare al campionato Superstars V8, per di più al volante di una vettura debuttante come la nuova Porsche Panamera? Si aspettava di cogliere la vittoria al primo appuntamento?

Diciamo che l’idea nasce in concomitanza con il ritiro della Vauxhall dal campionato BTCC. La N.Technology che come tutti sanno era la squadra con cui io correvo in Alfa Romeo, durante l’inverno ha deciso di intraprendere l’avventura del V8 Superstar con la Porsche Panamera e mi ha chiesto se avessi voluto far parte di questa nuova avventura. Ho risposto di si in quanto conoscevo benissimo la professionalità del team e l’impegno che avrebbero messo nello sviluppo della vettura. Riguardo il debutto, mi aspettavo di essere tra i protagonisti e che avremmo potuto lottare per una vittoria, che poi è arrivata.

La sua carriera agonistica è legata in particolar modo alle berline 2 litri a trazione anteriore (Peugeot, Alfa Romeo e Vauxhall), con l’eccezione della stagione 2003 in cui era al volante di una BMW 320i. Come è stato l’approccio con la Porsche Panamera, considerando che la vettura è a trazione posteriore, rispetto alle vetture che ha abitualmente condotto in passato? E’ stato difficile compiere questa “rivoluzione”?

Se guardiamo indietro nel passato, la mia carriera è iniziata con le trazioni posteriori e con qualche vittoria al seguito. Il fatto di avere la trazione anteriore o posteriore per un pilota professionista non ha molta rilevanza. Voglio ricordare che ho corso nel 2008 con le V8 Australiane nella 1000 km di Bathrust e la 500 km Di Philip Island.

La Porsche Panamera nasce principalmente come una berlina sportiva di alto livello, ma non certo concepita in funzione delle corse. Anche in versione gara la preparazione è piuttosto limitata, lontana dalle esasperazioni delle vecchie D2 che lei conosce alla perfezione. Ci può dire le sue impressioni sulla vettura e le sue aspettative per i risultati futuri al volante dell’ammiraglia di Stoccarda.

La Panamera come diceva lei non nasce sicuramente per le corse, ma l’esperienza mi insegna che con un ottimo team e il tempo materiale per poter lavorare, molte macchine possono essere competitive all’interno del proprio regolamento. Ricordiamo che comunque sempre di Porsche si tratta...

Le Porsche da competizione sono storicamente legate all’architettura boxer, mentre sulla sua vettura debutta un possente motore a otto cilindri che si è subito rivelato vincente. Potrebbe darci il suo giudizio sul propulsore e sulla sua preparazione? Richiede una tecnica di guida differente rispetto ai quattro cilindri delle vetture Turismo?

Per quel che riguarda la preparazione dovrei rimandarvi al team, ma vi posso confessare che è stato un duro lavoro ricavarne potenza, in quanto è un motore ad iniezione diretta, quindi non esiste una gestione elettronica affinata per tale configurazione. Si è partiti da zero, ma come potete vedere con ottimi risultati. Riguardo alla guida non vi sono differenze in quanto tutto è rapportato al telaio a trazione posteriore.

Per molti appassionati la Porsche per eccellenza è l’eterna 911. A detta di tutti si tratta di una vettura che richiede impegno ed esperienza per essere sfruttata a fondo. Può dirci quali sono le sue sensazioni “da pilota” in proposito? Nel suo futuro potrebbe esserci la possibilità o il desiderio di mettersi al volante di una 911 da competizione?

Diciamo che in passato non mi sono mai fatto impressionare o intimorire dal tipo di vettura, penso che la 911 abbia quattro ruote ed un volante come le altre.., non avrei nessun tipo di problema a guidarla. Il desiderio di guidarla non mi manca, la possibilità…

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